martedì 24 gennaio 2012

Paolo Barnard e mie considerazioni

Paolo Barnard è uno dei pochissimi se non l'unico che sa "vedere", sa scrivere con parole sferzanti perché non deve compiacere nessuno. Concordo appieno con il suo pensiero quando dice che gli umili non erediteranno nulla ed è così, gli ultimi non saranno i primi, ma sempre ultimi. Sono tanti i reietti della società, un numero impressionante, ci sono bambini che nascono nelle discariche, ci vivono e ci muoiono senza conoscere altro ( cercate il film "El barrilete-L'aquilone", guardatelo e accendete il cervello quando lo fate ). Gente datevi da fare, andate al Summit dell'MMT, io mi auguro una grande affluenza, non scioperi generali manovrati da sindacati e forze politiche senza scrupoli, accendete l'interruttore della mente e spegnete quello della televisione  e osservate attentamente chi vi  manipola, sarete sorpresi di vedere quante menzogne circolano....
I am



E gli umili erediteranno nulla.
Venite al Summit MMT in Italia. Gli umili erediteranno nulla. Hanno riscritto il Vangelo e noi siamo stati a guardare.Dobbiamo riscrivere il Vangelo.Venite al Summit MMT in Italia, perché gli umili erediteranno nulla.
Paolo Barnard



Non più chicchi di mais.Depongo la mitraglia tecnica per raccontare a te una storia. Chi sei tu? Ah, questo non lo so, io spererei che tu fossi quello 0,2% fra coloro che mi leggono che capisce la compassione. Degli altri, grazie di tutto, ma non me ne frega nulla, cioè non mi interessano ste frotte di italiani che adorano essere informati, della serie “grazie Barnard, sei grande, non mollare mai!!”. Ok, sono informati, e poi? Ti faccio notare una cosa: in quasi tutti i miei lavori, soprattutto nelle due versioni del Più Grande Crimine, io ho speso parole forti sul punto per me più importante in assoluto, che è la pena che ho sentito per chi fu schiacciato, sfregiato e umiliato da questo sistema economico e sociale. La stessa pena che sento ora per tutti coloro che oggi patiscono lo stesso destino. Sono tanti, ma tanti. Ora pensa: fra le centinaia di migliaia di letture, commenti e diatribe che il mio lavoro ha innescato, nessuno mai, nes-su-no, ha evidenziato i miei accenti posti su quella sofferenza. Fatti un viaggio fra i commenti di siti noti come Comedonchisciotte o nei gruppi che parlano del mio lavoro su Facebook o in tanti altri blog dove io spunto. Vi trovi una varietà di individui che contribuiscono annotazioni che vanno dall’abiezione, al cinismo, allo sterile, o che, al meglio, sono inutili appassionati. Ma nessuno si ferma sulla pena, sulla compassione per i milioni di esseri umani che vivono sulla loro pelle il sadismo del Vero Potere, cioè per il popolo delle strade di asfalto, non quello delle strade informatiche. Nessuno neppure la considera quella immensa pena.Lo so: io meno fendenti pesantissimi talvolta, ma perché? Perché io so che la macchina del Vero Potere è due secoli avanti a qualsiasi reazione popolana immaginabile, e solo eguagliandone la maniacale preparazione potremo combatterli. Loro sono precisi come robot chirurgici, noi dobbiamo essere identici. Loro sono diffusi capillarmente, noi dobbiamo essere identici. Loro lavorano 24 ore su 24, 365 su 365, noi dobbiamo essere identici. Rimanere indietro anche di un solo giro significa aver perso. Perso cosa? Persa la possibilità di licenziarti dal datore di lavoro che ti tocca la figa da cinque anni, e tu sei alla disperazione, ma hai la bimba a casa e non puoi difenderti; là fuori non c’è un altro lavoro per darti da vivere. Perso il futuro di tuo figlio Andrea, che volevi mandare ad architettura a Firenze, ma no, farà il barista con te, fine dei sogni di un padre, fine del futuro di un figlio. Perso tua madre per un cancro, perché l’hanno operata un anno e due mesi più tardi del dovuto, visto che per la clinica privata non ce n’era. Persa la voglia di vivere, perché con crediti per 700 mila euro, che nessuno ti pagherà più, hai dovuto chiudere la litografia a mandare a casa Luca, Piero, Sandrino, Pierluigi, Carlotta, Emilia, Enza e Giovanna. Era la tua famiglia dal 1993. Pierluigi aveva appena acceso un mutuo e fatto due gemelli. Tu ieri sei stato dal neurologo che ti ha detto: le rimane il litio, signor Mauro, lei non può continuare così. Perso la testa giovedì scorso, quando nel corridoio dell’ufficio di quartiere hai urlato “lei è una merda!” al medico legale che ti aveva detto “Signora V., lei non può chiedere quello che non c’è, non ha l’unico Alzheimer di Bologna in casa. Non avete parenti che possano aiutare?”. E queste sono tutte storie e nomi veri, sofferenza vera. Perso la possibilità di essere rispettati come persone, di avere un futuro, di non soffrire come bestie, e di non dover morire così, dopo aver ingoiato tutto da perdenti e per il profitto di pochissimi altri.Io meno fendenti, perché chi si autoproclama paladino della lotta contro gli aguzzini della mostruosa macchina del Vero Potere - cioè paladino di tutte le persone vere sopra descritte e di milioni come loro, paladino della loro sofferenza vera, vera! - deve essere un mostro di competenza che darà tutto se stesso per essere micidiale tanto quanto il nemico. Se non lo è, se prende scorciatoie, se non si pensa a sua volta macchina perfetta e chirurgica e se non lo è davvero, ma lo stesso pretende di vestire il manto del vendicatore, allora è un buffone in cerca di visibilità, di vendite di libri, di carriere, dell’adorazione di patetici fans, è un approssimativo ignorante, una ‘bella anima’, che però straparla per cavalcare la news di moda, come quelli che io giustamente prendo a calci. Buffoni impietosi falsari che spacciano sciroppi da circo per la cura della sclerosi multipla.
Paolo Barnard

23 commenti:

  1. le nostre menti sono manipolate dal momento in cui nasciamo, in ogni ambiente istituzionale che frequentiamo...riceviamo continuamente messaggi in codice che ci spingono "a fare"...ma non a essere "noi stessi"...
    la libertà della mente è qualcosa che spaventa e chi crede di avere potere su qualcun altro non fa altro che vivere nel terrore che quella mente manipolata prima o poi si svegli...


    un caro saluto, a presto.

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    1. Sono d'accordo con te in particolare con l'ultima parte del tuo commento

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  2. Quoto ampiamente lady, poi per il resto non ho altro d'aggiungere se non un po' dei miei pensieri in rete.

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    1. Ciao Mark, ogni presenza è preziosa

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  3. Amarezza, mentre leggo ciò che vedo tutti i giorni...
    quasi mai, abbiamo possibilità di scelta...
    "un'incidente stradale di fronte al pronto soccorso...
    si accorre a chiamare gli infermieri , fuori nella pausa sigaretta...rispondono di chiamare il 118"
    questa è il quotidiano con cui fare i conti...
    grazie per l'inoltro "Cuore"...
    sereno finire del giorno..
    dandelìon

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    1. Ciao Dandelion l'amarezza trasformiamola, noi dobbiamoo essere primi, tutti.

      Una nott dolcemente serena

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  4. Non so se le responsabilità per le sofferenze di così gran parte dell'umanità sia circoscrivibile ad ambiti così ristretti, anzi, direi proprio di no, ma cosa occorre, a mio avviso, e qui mi sembra di condividere, sono tanto sdegno, tanta passione, tanto slancio di solidarietà, tanta denuncia, tante proposte positive.

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  5. Ciao Adriano,
    sto guardando il film "Garage Olimpo" che tratta del genocidio commesso su tantissimi ragazzi oppositori del regime argentino.
    I pochi sono quelli che ordinano, i molti godono nel far soffrire e sono gli esecutori materiali ( in spagnolo vengono chiamati pincherle tiranos ) delle torture, delle violenze e delle morti.
    Noi onesti che abbiamo a cuore il benessere di tutti dobbiamoo fare molto di più.

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  6. Gli umili ahimè, sono quasi definiti dei perdenti in questa società arrogante e menefreghista...

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    1. Non c'è posto per chi non ce la fa, sono stati fregati non una ma mille volte e non hanno le risorse per combattere

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  7. Ciao amica mia, non ti nascondo che a volte più delle altre, faccio fatica ad arrivare alla fine degli articoli di Barnard, faccio fatica a non girarmi dall'altra parte per non leggere e vedere, ma vado avanti lo stesso perché è giusto così anche se l'amaro mi si infila fin dentro le ossa; sembra sempre di essere, in quanto a proporzioni, un moscerino di fronte ad un dinosauro ma in fondo Davide ha vinto la sua battaglia con Golia!
    Un bacio!

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    1. Cara Sciarada ti capisco e molto bene! Spesso ho la tentazione di mollare ogni cosa, andarmene in un posto dove io la natura e le persone che amo siamo protetti.
      Ma non è così che funziona, se tutti i Davide si unissero veramente di Golia non ci sarebbe l'ombra e tu sei una grande combattente!

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  8. stimo barnard,ma che per capire il colossale imbroglio dell"unione europea, della perdita della sovranita monetaria,bisogni andare a lezione da professori americani,be lo preferisco quando dice andate al bar e parlate di queste cose

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    1. per cambiare uno stato di cose bisogna essere competenti e sapere di cosa si parla. Parlare al bar non porta a capire, una volta che si conosce allora si può parlare al bar, dal barbiere al mercato...
      Buona notte fiore sekvatico

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  9. Scusate, ma le parole del Vangelo si riferiscono non a questa vita, sicuramente. Se si prendono e si vuole descrivere con esse le quattro giornate libere da impegni che abbiamo in questa valle di lacrime è ovvio che non possono rappresentare nulla, coincidere con nulla. Sono parole rivolte a chi ha la speranza di una vita eterna. Se uno non ce l'ha, quelle parole saranno sempre e solo indigeste.

    Non prevedono affatto che si debba star meglio in QUESTA vita. E vengono usate a sproposito dai giornalisti che giocano con le parole: vendono parole non loro e ne snaturano i significati.

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  10. Sei troppo severo. Se le persone vivono nella disperazione e vengono sconfitte dalla vita tu credi che possono accedere al regno dei cieli? Chi lo ha scritto il vangelo? Uomini. Sai che dopo il concilio di nicea hanno riscritto ogni cosa e continuano a farlo. La chiesa dovrebbe essere povera non possedere banche e immensi patrimoni sulla pelle di creduloni, allora potrei credere....

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  11. I am:

    credere è un dono, una grazia, una fortuna. A volte credo che sia come la bellezza o una famiglia ricca. La fede supera ogni cosa ma, o la ottieni in dono, oppure, onestamente, credo che sia più facile diventare milionario. Si può fare, ma ci vuole una vita intera di lavoro incessante.

    Siamo tutti sconfitti dalla vita, anche i ricchi non se ne vogliono andare quand'è il momento.

    Cmq, per la ricchezza della Chiesa, ecco, come ti dicevo, quando hai fede non te ne frega proprio niente che sia ricca o povera, oppure che comandino i romani o i farisei, ti è indifferente, niente dipende da ciò, ma ti assicuro, ti assicuro, ti assicuro, che entri in un altro mondo, presente in questo eppure distaccato, per questo le miserie di questo mondo non ti turbano più. Un mal di denti è molto più doloroso.

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  12. Quando hai conosciuto persone abusate da sacerdoti, e alti prelati, quando vedi la morte negli occhi di poveri esseri porati allo stremo non puoi credere nella chiesa e nel suo dogma.

    Io fin da bambina ho sempre creduto di essere dio e che la sua casa è dentro di me, non nei templi.

    Per me non è una questione di ricchezza ma di equità. Tutti abbiamo in eredità questa Terra, nessuno la protegge, la ama. I potenti sono come protettori delle prostitute magari parlano meglio, sono più eleganti, ma sempre papponi rimangono

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  13. Beh, se hai opinioni cosi recise, e come te penso molti, è normale che i cattolici debbano difendersi dal pericolo che per loro rappresentate e debbano sempre e cmq scegliere la parte politica che li rappresenta, indipendentemente dalla loro moralità o meno.

    Se passassero le tue posizioni, o posizioni laiche in genere, il loro credo verrebbe semplicemente spazzato via. la Chiesa cattolica sradicata, e questo implica che ogni cattolico, volente o nolente, deve osteggiare una tale possibilità. Anche chi è moderato, quando attaccato in questo modo, deve scegliere una parte. PAradossalmente è lo stesso mondo laico che con la sua intolleranza spinge i credenti all'estremismo, per difendersi, per sopravvivere, per non sparire del tutto.

    E, ti assicuro, sono in pochi a comprendere questo fatto, così come non si spiegano come sia possibile che i cattolici siano politicamente così "ottusi". Semplice: l'alternativa, in queste condizioni, è la loro scomparsa culturale. Ciò trasforma ognuno di loro in "militante" quando viene il momento. Non ci sarà mai aggregazione popolare in Italia perchè se ci fosse una parte consistente di esso verrebbe travolta da un ateismo intollerante, non può semplicemente permettersi di abbandonare quelle forze politiche e sociali che, seppur corrotte fino all'osso, sono la loro unica fonte di resistenza culturale.

    Ma è davvero così difficile da comprendere...?

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  14. Il nostro punto di vista parte da basi completamente diverse.
    Per te la tradizione, la resistenza culturale sono importanti, per me no. L'uomo è rimasto violento, brutale, avido, competitivo e nulla è migliorato.
    Ame che esista una chiesa non dà fastidio, me lo dà quando ingerisce nello stato e non educa le menti ad essere illuminate!

    Ciao Exodus

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  15. Ma l'uomo non chiede di elevarsi culturalmente o spiritualmente. Non ha neanche ben chiaro cosa significhi. L'uomo vuole guadagnare di più, vivere meglio, stare più tranquillo, godere di svaghi piacevoli e, in fin dei conti, guadagnare cinquanta euro in più di suo cognato. Questo è l'uomo. Al massimo può desiderare pace e gioia nel mondo, purchè non costi troppo alle esangui casse dello Stato, che poi dovrà pagare lui.

    All'uomo non frega niente del resto. Lo so perchè non conosco nessuno attualmente, di persona almeno, che desideri un'elevazione spirituale, ammesso che questa abbia un senso (U.G. Krishnamurti). Tutte le persone che conosco io, non hanno bisogno di qualcuno che le elevi, ma di qualcuno che le fermi, che imponga limiti morali precisi, etici, legali. E questo è il compito della tradizione, della Chiesa. L'uomo non vuole evolversi verso qualcosa di diverso dal possedere, sentire, toccare. Molti sono convinti di essere speciali, di avere questa tendenza, ma fatti venti metri si fermano. Non c'è alcun vincolo che sia stato messo dalla Chiesa verso il progresso spirituale di chi davvero lo desidera, anche perchè è impossibile porli, è l'uomo che non ha nessun interesse reale a ciò che va al di la' dei suoi sensi. Ripeto: venti metri in quella direzione, e poi l'uomo si ferma da solo. Non va oltre. Non vuole. Non interessa. Vuuole sopravvivere e prosperare. Non c'è educazione all'illuminazione. C'è solo desiderio inarrestabile. I monaci Shaolin tenevano la gente fuori dalle loro porte al freddo per settimane e gli portavano da mangiare quando erano affamati. Chi rifiutava il cibo e stava al freddo veniva accolto, e i primi anni svolgeva lavoro di servitù. Non esiste alcuna educazione all'illuminazione. Solo il desiderio bruciante di pochissimi, ma quelli non hanno bisogno di alcuna struttura organizzata per evolversi. Il resto degli uomini è e sarà solo interessata alla propria pancia, scambiandola volentieri per il proprio spirito.

    Mi spiace essermi impelagato in questa discussione, anche perchè proprio io ben so quanto non porti da nessuna parte. Ciò che sarà è già deciso e leggere i "segni dei tempi" è abbastanza semplice.

    Buona serata.

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    1. Se i segni dei tempi sono quelli dei disastri che sono alle porte concordo con te e forse le sfide potranno aprire dei varchi negli incartapecoriti cuori e nelle piatte menti.

      Serena notte

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    2. Sai qual' è la differenza tra la corrente del buddismo zen (maestro giapponese dogen diciamo) e le altre correnti (Esoterica di Kukai, di Niciren, di Shinran...)? Quella che riguarda la visione del mondo intendo. Le altre correnti vedevano il degrado e lo consideravano un periodo di degrado. Lo zen giapponese non vedeva tale degrado in misura preoccupante, c'era sempre stato degrado, non c'erano "segni dei tempi" preoccupanti, in termini etico-negativi diciamo.

      Lo stesso penso io, "segno dei tempi" è "ciò che è". Che avverrà senz'altro perchè le dinamiche una volta lanciate causano effetti, come la locomotiva lanciata, non la fermi in un attimo, ci vogliono molti sforzi di freni e cambio rotaie. "Segno dei tempi" per me non è una cosa negativa, è sempre stata negativa, è sempre lo stesso giro infinito di impermanenza. Il disastro non è alle porte, è sempre presente. Ho subito un tamponamento lunedì scorso, non era qualcosa di prevedibile, danni minimi e molte seccature per farmi rimborsare, ma è stato imprevisto. Negativo e senza "segno dei tempi".

      Segno dei tempiè "ciò che è". Dargli un'interpretazione positiva o negativa (nel buddismo zen almeno) è una forzatura, è solo l'interpretazione della realtà. Non vedo disastri, vedo "ciò che è".

      Il disastro è nel tentativo di cambiare "ciò che è". Di forzare.

      Non so se mi spiego.

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